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    CAM, le proposte di Fondazione Inarcassa per rafforzare qualità progettuale e sostenibilità

    Fondazione Inarcassa ha presentato il proprio contributo alla consultazione pubblica promossa da ANAC e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sulle indicazioni applicative dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), con una serie di proposte dirette a rendere la disciplina più efficace e proporzionata, ridurre gli oneri documentali e valorizzare il ruolo della progettazione nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Per Fondazione Inarcassa, i Criteri Ambientali Minimi devono rappresentare uno strumento sostanziale di politica ambientale e di qualificazione degli interventi pubblici, senza tradursi in un sistema di adempimenti prevalentemente formali e documentali. La loro applicazione deve rispondere a criteri di proporzionalità e ragionevolezza e tenere conto della tipologia, delle dimensioni e della complessità dell’intervento, soprattutto in presenza di specifici vincoli tecnici, manutentivi, conservativi o funzionali. In questo quadro assume particolare rilievo il ruolo della progettazione. È nella fase progettuale che si determinano molte delle scelte capaci di incidere sulla sostenibilità dell’opera: dalla selezione dei materiali alla valutazione del ciclo di vita, dalla manutenibilità all’efficienza energetica, fino all’uso delle risorse e alla riduzione degli impatti ambientali complessivi. Per Fondazione Inarcassa, le attività necessarie all’integrazione dei CAM nel progetto costituiscono prestazioni professionali a tutti gli effetti e devono trovare un adeguato riconoscimento nella determinazione dei corrispettivi dei servizi di architettura e ingegneria. Un ulteriore punto riguarda le modalità di verifica della conformità ai CAM. La Fondazione propone sistemi standardizzati di attestazione e controllo, con il ricorso a certificazioni riconosciute e una riduzione degli adempimenti documentali ridondanti. Analoga attenzione riguarda la documentazione richiesta in fase di gara: salvo specifiche previsioni normative, l’acquisizione anticipata di documenti particolarmente onerosi rischia di aumentare i costi di partecipazione e di limitare la concorrenza. La necessità di semplificazione assume particolare rilievo per le amministrazioni di minori dimensioni, per gli affidamenti diretti e per le procedure sotto soglia. In questi casi, checklist, modelli standardizzati e linee guida operative possono offrire un riferimento uniforme alle stazioni appaltanti e ridurre il rischio di errori interpretativi nell’applicazione della disciplina. Accanto agli strumenti operativi, Fondazione Inarcassa richiama il tema delle competenze. L’effettiva attuazione dei CAM dipende anche dalla preparazione dei Responsabili Unici del Progetto, dei progettisti e del personale delle amministrazioni coinvolte. Da qui la proposta di prevedere percorsi formativi dedicati e strumenti di supporto operativo, in particolare per i RUP, chiamati a svolgere le attività di programmazione, verifica e controllo. Un ulteriore elemento riguarda il superamento di una logica di controllo esclusivamente documentale. Per la Fondazione, le verifiche devono concentrarsi sugli effettivi risultati di qualità e sostenibilità ambientale perseguiti dalla disciplina e privilegiare un rapporto collaborativo tra stazioni appaltanti e operatori economici. Ai controlli documentali dovrebbe affiancarsi un sistema di monitoraggio dei risultati ambientali conseguiti dagli interventi, capace di misurare il contributo concreto delle procedure agli obiettivi di sostenibilità. La proposta di Fondazione Inarcassa delinea, in questa prospettiva, un modello nel quale tutela ambientale, qualità della progettazione e semplificazione amministrativa non rappresentano esigenze contrapposte. L’efficacia dei CAM passa dalla capacità di tradurre gli obiettivi ambientali in scelte progettuali concrete, procedure proporzionate e verifiche orientate ai risultati. In questo quadro, le attività connesse all’applicazione dei CAM rappresentano prestazioni specialistiche che richiedono un’adeguata e autonoma valorizzazione economica, a tutela della corretta remunerazione delle prestazioni richieste ai professionisti e della stessa efficacia degli obiettivi ambientali perseguiti.

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    SAIE Bologna 2026, il futuro delle professioni tecniche: qualità della progettazione, giovani e competitività

    Si è svolta il 9 ottobre la tavola rotonda dal titolo “Architetti e Ingegneri, un valore per lo sviluppo del Paese. Criticità e proposte”, dedicata alle prospettive della libera professione e alle principali dinamiche che influenzano il mercato dei servizi di architettura e ingegneria. Promossa da Fondazione Inarcassa, l'iniziativa ha visto la partecipazione del Presidente Felice De Luca e del Segretario Generale Gianfranco Carcione, insieme ai rappresentanti dei Consigli Nazionali delle professioni tecniche: Cristiano Guarneri, Segretario Nazionale del CNAPPC per il quinquennio 2026-2031, e Alberto Romagnoli, Consigliere del CNI delegato alla Comunicazione, al Territorio e all'Ambiente. Hanno inoltre portato il proprio contributo l'europarlamentare Brando Benifei, con un videomessaggio, i deputati Erica Mazzetti, Agostino Santillo e Roberto Traversi, nonché gli esperti Giuseppe De Carlo e Marco Dugato, professore di Diritto amministrativo all'Università di Bologna. Il dibattito è stato moderato da Giuseppe Latour, giornalista de Il Sole 24 Ore. Nel corso dei lavori è emersa la centralità della progettazione nei processi di trasformazione del territorio. Il dibattito su infrastrutture, rigenerazione urbana, sicurezza e transizione energetica tende spesso a concentrarsi sulle opere e sulla loro realizzazione, mentre la sicurezza, l'efficienza e il valore degli interventi dipendono innanzitutto dal progetto e dalle competenze che ne sono alla base. Con oltre 400 mila professionisti iscritti ai rispettivi Ordini, architetti e ingegneri rappresentano un patrimonio essenziale per il Paese e svolgono un ruolo determinante nei processi che incidono sulla trasformazione del territorio e sull'evoluzione del sistema produttivo. Uno dei temi affrontati ha riguardato il ricorso agli accordi quadro per l'affidamento delle prestazioni professionali. I partecipanti ne hanno riconosciuto l'utilità in termini di semplificazione e rapidità amministrativa, ma hanno sottolineato l'importanza di garantire un equilibrio tra efficienza delle procedure, concorrenza e valorizzazione delle competenze. La velocità degli affidamenti non deve ridurre le opportunità di accesso al mercato né comprimere il valore delle attività intellettuali. Ampio spazio è stato dedicato all'aggregazione tra professionisti. La crescente complessità delle commesse richiede capacità sempre più articolate, anche negli ambiti della digitalizzazione, del BIM, della sostenibilità ambientale e dell'adattamento climatico. La crescita degli studi e delle società tra professionisti può favorire investimenti in formazione, tecnologie e internazionalizzazione, oltre a rafforzare la capacità di competere e gestire incarichi complessi. Un altro tema centrale ha riguardato l'accesso delle nuove generazioni alla professione. È stata evidenziata l'importanza di ampliare le opportunità dei giovani negli affidamenti pubblici, favorire la collaborazione intergenerazionale e prevedere strumenti a sostegno dell'avvio dell'attività. Un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni può favorire il ricambio e contribuire alla crescita del mercato professionale. L'incontro ha inoltre richiamato il valore delle competenze femminili, componente essenziale per la crescita e la competitività del comparto. La discussione si è estesa al quadro europeo degli appalti pubblici, con particolare riferimento ai criteri utilizzati per l'affidamento dei servizi. Il valore delle prestazioni non può essere ricondotto alla sola componente economica, ma deve tenere conto della preparazione tecnica e dei benefici che il progetto è in grado di produrre per la collettività. Il percorso di revisione della normativa europea ha aperto un ulteriore fronte di riflessione. Diversi relatori hanno espresso il timore che la futura disciplina destinata a sostituire le attuali direttive possa rappresentare, per i servizi di architettura e ingegneria, un passo indietro rispetto alle garanzie oggi riconosciute alle prestazioni intellettuali. Il rischio riguarda una possibile standardizzazione dei servizi e una prevalenza degli aspetti economici rispetto alla qualità della progettazione. Da qui l'importanza di una partecipazione attiva di architetti e ingegneri al dibattito europeo, affinché la futura disciplina riconosca la specificità delle loro attività e il ruolo del progetto nella realizzazione di opere pubbliche efficienti, sostenibili e sicure. Dal confronto è emersa con chiarezza una convinzione condivisa: sicurezza del territorio, transizione energetica, resilienza delle infrastrutture e trasformazione digitale richiedono il contributo determinante di architetti e ingegneri. Valorizzare la progettazione, sostenere la crescita professionale, favorire l'ingresso dei giovani e promuovere la qualità delle prestazioni significa investire non soltanto nelle professioni tecniche, ma nella qualità delle opere, nell'efficienza della spesa pubblica e nel futuro del Paese. Vai al resoconto dell’incontro del 9 ottobre sul futuro delle professioni tecniche Consulta la notizia di presentazione dei due appuntamenti di Fondazione Inarcassa a SAIE Bologna 2026

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    Premio Marco Senese: Fondazione Inarcassa a Napoli per la giornata conclusiva della sesta edizione

    Fondazione Inarcassa parteciperà il 10 novembre 2026 a Napoli all’incontro “Marco Senese. Ingegnere del fare e del proteggere”, dedicato all’ingegnere elettronico che contribuì alla nascita della Fondazione e fu una figura di riferimento della rappresentanza professionale. A dieci anni dalla sua scomparsa, la giornata ne ripercorrerà il percorso umano e professionale attraverso i temi della sicurezza, della prevenzione e dell’innovazione. L’appuntamento è alle ore 14.30 nell’Aula Magna “Leopoldo Massimilla” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con la partecipazione di istituzioni, rappresentanti delle professioni tecniche ed esperti. Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli dal 1998 al 2016, Delegato Inarcassa dal 2005 al 2016 e Consigliere di Fondazione Inarcassa, Senese ha dedicato la propria attività alla valorizzazione della figura dell’ingegnere e del suo ruolo culturale e sociale. A rappresentare la Fondazione saranno il Presidente Felice De Luca, che interverrà nei saluti istituzionali, e il Consigliere Raffaele De Rosa, tra i relatori della tavola rotonda “Dalla prevenzione incendi all’innovazione”. Al confronto, moderato da Fabrizio Cola, parteciperanno Guido Parisi, Michele Mazzaro, Tiziana Petrillo, Francesco Polverino e Alfredo Romano. Vincenzo Di Lauro ripercorrerà il profilo umano e professionale di Senese. La giornata coinciderà con la fase conclusiva della sesta edizione del Premio Nazionale “Marco Senese” per lo sviluppo della professione d’ingegnere, promosso da Fondazione Inarcassa. Il Premio valorizza esperienze nei settori della sicurezza sul lavoro e della prevenzione incendi, della formazione, della progettazione delle opere di ingegneria e dell’innovazione. La sesta edizione entra in questi giorni nella fase conclusiva, con le riunioni della Commissione giudicatrice chiamata ad assegnare i premi. Il percorso e i contenuti dell’edizione 2026 sono disponibili nella notizia pubblicata nei mesi scorsi sul sito di Fondazione Inarcassa. A dieci anni dalla scomparsa di Marco Senese, l’appuntamento del 10 novembre porterà a confronto istituzioni e professionisti sui temi che hanno segnato la sua attività: competenza tecnica, cultura della prevenzione e responsabilità verso la collettività. Scarica il programma completo

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    SAIE Bologna 2026: Fondazione Inarcassa a confronto su digitalizzazione e intelligenza artificiale

    L’8 ottobre, nell’ambito di SAIE Bologna 2026, si è svolto il convegno “Come cambiano le costruzioni e le professioni con la digitalizzazione e l’uso dell’AI”, promosso da Fondazione Inarcassa e dedicato alle trasformazioni che l’intelligenza artificiale e i processi di digitalizzazione stanno introducendo nella filiera delle costruzioni e nell’esercizio delle professioni tecniche. L’incontro ha registrato un’ampia e qualificata partecipazione di professionisti, tecnici e operatori del settore e ha posto al centro del confronto un tema ormai decisivo per architetti e ingegneri: la capacità di governare l’innovazione tecnologica attraverso competenze adeguate, standard condivisi e una chiara consapevolezza delle responsabilità connesse all’impiego dei nuovi strumenti. Ad aprire i lavori è stato Felice De Luca, Presidente di Fondazione Inarcassa, che ha richiamato l’importanza di accompagnare i professionisti nell’adozione consapevole delle nuove tecnologie e nella comprensione degli effetti che queste produrranno sull’organizzazione del lavoro, sui processi decisionali e sull’esercizio delle attività professionali. In questa prospettiva, Giustino Vallese, Consigliere di Fondazione Inarcassa con delega alla Formazione, ha illustrato il piano formativo della Fondazione dedicato all’intelligenza artificiale, finalizzato a mettere a disposizione degli iscritti conoscenze e strumenti concreti per affrontare un cambiamento che investe competenze, modelli organizzativi e modalità di progettazione. Il confronto ha riguardato anche le condizioni necessarie affinché l’innovazione possa tradursi in un effettivo miglioramento dei processi. Marco De Gregorio, UNI, ha approfondito il ruolo degli standard nella digitalizzazione delle costruzioni e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, mentre Angelo Rota, Legal BIM AI Italia, ha analizzato i principali profili giuridici legati all’impiego delle tecnologie intelligenti nelle attività professionali e nel settore delle costruzioni. Alla dimensione normativa e regolatoria si è affiancata quella applicativa. Massimo Rosi e Marco Pecoraro, Engineering Processes Digitalization HoD, Tecnimont Services, hanno illustrato casi e prospettive di utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi di progettazione e gestione, mentre Giuseppe Ieva, Business Development Manager, ML cube S.r.l. – Spin-off PoliMi, ha mostrato le potenzialità delle soluzioni basate sull’AI a supporto delle attività dei professionisti e delle imprese della filiera. A coordinare il dibattito è stato Alberto Pavan, Professore Associato di Produzione edilizia al Politecnico di Milano, che ha guidato il confronto sui cambiamenti già in atto e sugli scenari destinati a caratterizzare l’evoluzione digitale del settore. Dagli interventi è emerso come l’intelligenza artificiale non rappresenti soltanto l’introduzione di nuovi strumenti, ma un cambiamento destinato a incidere sui processi, sull’organizzazione del lavoro e sugli stessi modelli professionali. La capacità di coglierne le opportunità dipenderà dalla qualità delle competenze, dall’affidabilità delle soluzioni adottate, dalla governance dei dati e dalla definizione di responsabilità e standard adeguati. Per architetti e ingegneri, il passaggio decisivo sarà quindi dalla semplice adozione delle nuove tecnologie alla capacità di governarne l’impiego. L’intelligenza artificiale può ampliare le possibilità di analisi e trasformare processi e strumenti; competenza, responsabilità e consapevolezza professionale restano gli elementi dai quali dipende la qualità delle scelte e, con essa, la qualità del progetto. Vai al resoconto dell’incontro del 9 ottobre sul futuro delle professioni tecniche Consulta la notizia di presentazione dei due appuntamenti di Fondazione Inarcassa a SAIE Bologna 2026

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    Fondazione Inarcassa a "Prospettiva Professionisti": un confronto su giovani e futuro della libera professione

    Il Presidente della Fondazione Inarcassa, Felice De Luca, ha partecipato ieri a Roma all'evento “Prospettiva Professionisti. Idee, relazioni e prospettive per i professionisti di domani”, promosso da Aon e dedicato alle trasformazioni che interessano il mondo delle professioni. Nel corso della tavola rotonda dedicata agli incentivi e al sostegno ai giovani, il confronto si è concentrato sui fattori che incidono sulla scelta delle nuove generazioni di intraprendere e consolidare un percorso nella libera professione. Tra i temi affrontati, l'evoluzione del mercato del lavoro, l'impatto delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale, la crescente complessità normativa, la necessità di un costante aggiornamento delle competenze e la ricerca di un migliore equilibrio tra vita professionale e personale. Nel suo intervento, l’Arch. De Luca ha sottolineato come architetti e ingegneri siano chiamati a svolgere un ruolo centrale nei grandi processi di trasformazione del Paese, dalla rigenerazione urbana alla transizione energetica, dalla sicurezza delle infrastrutture alla trasformazione digitale. In questo scenario, è necessario creare condizioni che rendano la libera professione una prospettiva concreta per le nuove generazioni, attraverso il riconoscimento delle competenze, delle capacità progettuali e del contributo che i professionisti possono offrire allo sviluppo del Paese. Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di rafforzare il dialogo tra le diverse professioni ordinistiche, chiamate a confrontarsi con sfide sempre più complesse che richiedono l'integrazione di competenze tecniche, economiche e giuridiche. L'iniziativa ha favorito il confronto tra istituzioni, rappresentanze professionali e giovani provenienti da differenti percorsi formativi, con l'obiettivo di individuare strumenti e politiche in grado di favorire l'accesso alle professioni e sostenerne la competitività. La partecipazione della Fondazione Inarcassa conferma l'impegno a tutela e sostegno della libera professione di architetti e ingegneri e l'attenzione verso le condizioni necessarie affinché essa continui a rappresentare una prospettiva professionale concreta e attrattiva per le nuove generazioni. Per approfondire i temi e gli obiettivi dell’iniziativa, consulta anche la notizia di presentazione dell’evento: “Futuro delle professioni e nuove generazioni: Fondazione Inarcassa al confronto su previdenza”.

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  • CAM, le proposte di Fondazione Inarcassa per rafforzare qualità progettuale e sostenibilità
    Fondazione Inarcassa ha presentato il proprio contributo alla consultazione pubblica promossa da ANAC e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sulle indicazioni applicative dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), con una serie di proposte dirette a rendere la disciplina più efficace e proporzionata, ridurre gli oneri documentali e valorizzare il ruolo della progettazione nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Per Fondazione Inarcassa, i Criteri Ambientali Minimi devono rappresentare uno strumento sostanziale di politica ambientale e di qualificazione degli interventi pubblici, senza tradursi in un sistema di adempimenti prevalentemente formali e documentali. La loro applicazione deve rispondere a criteri di proporzionalità e ragionevolezza e tenere conto della tipologia, delle dimensioni e della complessità dell’intervento, soprattutto in presenza di specifici vincoli tecnici, manutentivi, conservativi o funzionali. In questo quadro assume particolare rilievo il ruolo della progettazione. È nella fase progettuale che si determinano molte delle scelte capaci di incidere sulla sostenibilità dell’opera: dalla selezione dei materiali alla valutazione del ciclo di vita, dalla manutenibilità all’efficienza energetica, fino all’uso delle risorse e alla riduzione degli impatti ambientali complessivi. Per Fondazione Inarcassa, le attività necessarie all’integrazione dei CAM nel progetto costituiscono prestazioni professionali a tutti gli effetti e devono trovare un adeguato riconoscimento nella determinazione dei corrispettivi dei servizi di architettura e ingegneria. Un ulteriore punto riguarda le modalità di verifica della conformità ai CAM. La Fondazione propone sistemi standardizzati di attestazione e controllo, con il ricorso a certificazioni riconosciute e una riduzione degli adempimenti documentali ridondanti. Analoga attenzione riguarda la documentazione richiesta in fase di gara: salvo specifiche previsioni normative, l’acquisizione anticipata di documenti particolarmente onerosi rischia di aumentare i costi di partecipazione e di limitare la concorrenza. La necessità di semplificazione assume particolare rilievo per le amministrazioni di minori dimensioni, per gli affidamenti diretti e per le procedure sotto soglia. In questi casi, checklist, modelli standardizzati e linee guida operative possono offrire un riferimento uniforme alle stazioni appaltanti e ridurre il rischio di errori interpretativi nell’applicazione della disciplina. Accanto agli strumenti operativi, Fondazione Inarcassa richiama il tema delle competenze. L’effettiva attuazione dei CAM dipende anche dalla preparazione dei Responsabili Unici del Progetto, dei progettisti e del personale delle amministrazioni coinvolte. Da qui la proposta di prevedere percorsi formativi dedicati e strumenti di supporto operativo, in particolare per i RUP, chiamati a svolgere le attività di programmazione, verifica e controllo. Un ulteriore elemento riguarda il superamento di una logica di controllo esclusivamente documentale. Per la Fondazione, le verifiche devono concentrarsi sugli effettivi risultati di qualità e sostenibilità ambientale perseguiti dalla disciplina e privilegiare un rapporto collaborativo tra stazioni appaltanti e operatori economici. Ai controlli documentali dovrebbe affiancarsi un sistema di monitoraggio dei risultati ambientali conseguiti dagli interventi, capace di misurare il contributo concreto delle procedure agli obiettivi di sostenibilità. La proposta di Fondazione Inarcassa delinea, in questa prospettiva, un modello nel quale tutela ambientale, qualità della progettazione e semplificazione amministrativa non rappresentano esigenze contrapposte. L’efficacia dei CAM passa dalla capacità di tradurre gli obiettivi ambientali in scelte progettuali concrete, procedure proporzionate e verifiche orientate ai risultati. In questo quadro, le attività connesse all’applicazione dei CAM rappresentano prestazioni specialistiche che richiedono un’adeguata e autonoma valorizzazione economica, a tutela della corretta remunerazione delle prestazioni richieste ai professionisti e della stessa efficacia degli obiettivi ambientali perseguiti.
  • SAIE Bologna 2026, il futuro delle professioni tecniche: qualità della progettazione, giovani e competitività
    Si è svolta il 9 ottobre la tavola rotonda dal titolo “Architetti e Ingegneri, un valore per lo sviluppo del Paese. Criticità e proposte”, dedicata alle prospettive della libera professione e alle principali dinamiche che influenzano il mercato dei servizi di architettura e ingegneria. Promossa da Fondazione Inarcassa, l'iniziativa ha visto la partecipazione del Presidente Felice De Luca e del Segretario Generale Gianfranco Carcione, insieme ai rappresentanti dei Consigli Nazionali delle professioni tecniche: Cristiano Guarneri, Segretario Nazionale del CNAPPC per il quinquennio 2026-2031, e Alberto Romagnoli, Consigliere del CNI delegato alla Comunicazione, al Territorio e all'Ambiente. Hanno inoltre portato il proprio contributo l'europarlamentare Brando Benifei, con un videomessaggio, i deputati Erica Mazzetti, Agostino Santillo e Roberto Traversi, nonché gli esperti Giuseppe De Carlo e Marco Dugato, professore di Diritto amministrativo all'Università di Bologna. Il dibattito è stato moderato da Giuseppe Latour, giornalista de Il Sole 24 Ore. Nel corso dei lavori è emersa la centralità della progettazione nei processi di trasformazione del territorio. Il dibattito su infrastrutture, rigenerazione urbana, sicurezza e transizione energetica tende spesso a concentrarsi sulle opere e sulla loro realizzazione, mentre la sicurezza, l'efficienza e il valore degli interventi dipendono innanzitutto dal progetto e dalle competenze che ne sono alla base. Con oltre 400 mila professionisti iscritti ai rispettivi Ordini, architetti e ingegneri rappresentano un patrimonio essenziale per il Paese e svolgono un ruolo determinante nei processi che incidono sulla trasformazione del territorio e sull'evoluzione del sistema produttivo. Uno dei temi affrontati ha riguardato il ricorso agli accordi quadro per l'affidamento delle prestazioni professionali. I partecipanti ne hanno riconosciuto l'utilità in termini di semplificazione e rapidità amministrativa, ma hanno sottolineato l'importanza di garantire un equilibrio tra efficienza delle procedure, concorrenza e valorizzazione delle competenze. La velocità degli affidamenti non deve ridurre le opportunità di accesso al mercato né comprimere il valore delle attività intellettuali. Ampio spazio è stato dedicato all'aggregazione tra professionisti. La crescente complessità delle commesse richiede capacità sempre più articolate, anche negli ambiti della digitalizzazione, del BIM, della sostenibilità ambientale e dell'adattamento climatico. La crescita degli studi e delle società tra professionisti può favorire investimenti in formazione, tecnologie e internazionalizzazione, oltre a rafforzare la capacità di competere e gestire incarichi complessi. Un altro tema centrale ha riguardato l'accesso delle nuove generazioni alla professione. È stata evidenziata l'importanza di ampliare le opportunità dei giovani negli affidamenti pubblici, favorire la collaborazione intergenerazionale e prevedere strumenti a sostegno dell'avvio dell'attività. Un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni può favorire il ricambio e contribuire alla crescita del mercato professionale. L'incontro ha inoltre richiamato il valore delle competenze femminili, componente essenziale per la crescita e la competitività del comparto. La discussione si è estesa al quadro europeo degli appalti pubblici, con particolare riferimento ai criteri utilizzati per l'affidamento dei servizi. Il valore delle prestazioni non può essere ricondotto alla sola componente economica, ma deve tenere conto della preparazione tecnica e dei benefici che il progetto è in grado di produrre per la collettività. Il percorso di revisione della normativa europea ha aperto un ulteriore fronte di riflessione. Diversi relatori hanno espresso il timore che la futura disciplina destinata a sostituire le attuali direttive possa rappresentare, per i servizi di architettura e ingegneria, un passo indietro rispetto alle garanzie oggi riconosciute alle prestazioni intellettuali. Il rischio riguarda una possibile standardizzazione dei servizi e una prevalenza degli aspetti economici rispetto alla qualità della progettazione. Da qui l'importanza di una partecipazione attiva di architetti e ingegneri al dibattito europeo, affinché la futura disciplina riconosca la specificità delle loro attività e il ruolo del progetto nella realizzazione di opere pubbliche efficienti, sostenibili e sicure. Dal confronto è emersa con chiarezza una convinzione condivisa: sicurezza del territorio, transizione energetica, resilienza delle infrastrutture e trasformazione digitale richiedono il contributo determinante di architetti e ingegneri. Valorizzare la progettazione, sostenere la crescita professionale, favorire l'ingresso dei giovani e promuovere la qualità delle prestazioni significa investire non soltanto nelle professioni tecniche, ma nella qualità delle opere, nell'efficienza della spesa pubblica e nel futuro del Paese. Vai al resoconto dell’incontro del 9 ottobre sul futuro delle professioni tecniche Consulta la notizia di presentazione dei due appuntamenti di Fondazione Inarcassa a SAIE Bologna 2026          
  • Premio Marco Senese: Fondazione Inarcassa a Napoli il 10 novembre per la giornata conclusiva della sesta edizione
    Fondazione Inarcassa parteciperà il 10 novembre 2026 a Napoli all’incontro “Marco Senese. Ingegnere del fare e del proteggere”, dedicato all’ingegnere elettronico che contribuì alla nascita della Fondazione e fu una figura di riferimento della rappresentanza professionale. A dieci anni dalla sua scomparsa, la giornata ne ripercorrerà il percorso umano e professionale attraverso i temi della sicurezza, della prevenzione e dell’innovazione. L’appuntamento è alle ore 14.30 nell’Aula Magna “Leopoldo Massimilla” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con la partecipazione di istituzioni, rappresentanti delle professioni tecniche ed esperti. Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli dal 1998 al 2016, Delegato Inarcassa dal 2005 al 2016 e Consigliere di Fondazione Inarcassa, Senese ha dedicato la propria attività alla valorizzazione della figura dell’ingegnere e del suo ruolo culturale e sociale. A rappresentare la Fondazione saranno il Presidente Felice De Luca, che interverrà nei saluti istituzionali, e il Consigliere Raffaele De Rosa, tra i relatori della tavola rotonda “Dalla prevenzione incendi all’innovazione”. Al confronto, moderato da Fabrizio Cola, parteciperanno Guido Parisi, Michele Mazzaro, Tiziana Petrillo, Francesco Polverino e Alfredo Romano. Vincenzo Di Lauro ripercorrerà il profilo umano e professionale di Senese. La giornata coinciderà con la fase conclusiva della sesta edizione del Premio Nazionale “Marco Senese” per lo sviluppo della professione d’ingegnere, promosso da Fondazione Inarcassa. Il Premio valorizza esperienze nei settori della sicurezza sul lavoro e della prevenzione incendi, della formazione, della progettazione delle opere di ingegneria e dell’innovazione. La sesta edizione entra in questi giorni nella fase conclusiva, con le riunioni della Commissione giudicatrice chiamata ad assegnare i premi. Il percorso e i contenuti dell’edizione 2026 sono disponibili nella notizia pubblicata nei mesi scorsi sul sito di Fondazione Inarcassa. A dieci anni dalla scomparsa di Marco Senese, l’appuntamento del 10 novembre porterà a confronto istituzioni e professionisti sui temi che hanno segnato la sua attività: competenza tecnica, cultura della prevenzione e responsabilità verso la collettività. Scarica il programma completo
  • SAIE Bologna 2026: Fondazione Inarcassa a confronto su digitalizzazione e intelligenza artificiale
    L’8 ottobre, nell’ambito di SAIE Bologna 2026, si è svolto il convegno “Come cambiano le costruzioni e le professioni con la digitalizzazione e l’uso dell’AI”, promosso da Fondazione Inarcassa e dedicato alle trasformazioni che l’intelligenza artificiale e i processi di digitalizzazione stanno introducendo nella filiera delle costruzioni e nell’esercizio delle professioni tecniche. L’incontro ha registrato un’ampia e qualificata partecipazione di professionisti, tecnici e operatori del settore e ha posto al centro del confronto un tema ormai decisivo per architetti e ingegneri: la capacità di governare l’innovazione tecnologica attraverso competenze adeguate, standard condivisi e una chiara consapevolezza delle responsabilità connesse all’impiego dei nuovi strumenti. Ad aprire i lavori è stato Felice De Luca, Presidente di Fondazione Inarcassa, che ha richiamato l’importanza di accompagnare i professionisti nell’adozione consapevole delle nuove tecnologie e nella comprensione degli effetti che queste produrranno sull’organizzazione del lavoro, sui processi decisionali e sull’esercizio delle attività professionali. In questa prospettiva, Giustino Vallese, Consigliere di Fondazione Inarcassa con delega alla Formazione, ha illustrato il piano formativo della Fondazione dedicato all’intelligenza artificiale, finalizzato a mettere a disposizione degli iscritti conoscenze e strumenti concreti per affrontare un cambiamento che investe competenze, modelli organizzativi e modalità di progettazione. Il confronto ha riguardato anche le condizioni necessarie affinché l’innovazione possa tradursi in un effettivo miglioramento dei processi. Marco De Gregorio, UNI, ha approfondito il ruolo degli standard nella digitalizzazione delle costruzioni e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, mentre Angelo Rota, Legal BIM AI Italia, ha analizzato i principali profili giuridici legati all’impiego delle tecnologie intelligenti nelle attività professionali e nel settore delle costruzioni. Alla dimensione normativa e regolatoria si è affiancata quella applicativa. Massimo Rosi e Marco Pecoraro, Engineering Processes Digitalization HoD, Tecnimont Services, hanno illustrato casi e prospettive di utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi di progettazione e gestione, mentre Giuseppe Ieva, Business Development Manager, ML cube S.r.l. – Spin-off PoliMi, ha mostrato le potenzialità delle soluzioni basate sull’AI a supporto delle attività dei professionisti e delle imprese della filiera. A coordinare il dibattito è stato Alberto Pavan, Professore Associato di Produzione edilizia al Politecnico di Milano, che ha guidato il confronto sui cambiamenti già in atto e sugli scenari destinati a caratterizzare l’evoluzione digitale del settore. Dagli interventi è emerso come l’intelligenza artificiale non rappresenti soltanto l’introduzione di nuovi strumenti, ma un cambiamento destinato a incidere sui processi, sull’organizzazione del lavoro e sugli stessi modelli professionali. La capacità di coglierne le opportunità dipenderà dalla qualità delle competenze, dall’affidabilità delle soluzioni adottate, dalla governance dei dati e dalla definizione di responsabilità e standard adeguati. Per architetti e ingegneri, il passaggio decisivo sarà quindi dalla semplice adozione delle nuove tecnologie alla capacità di governarne l’impiego. L’intelligenza artificiale può ampliare le possibilità di analisi e trasformare processi e strumenti; competenza, responsabilità e consapevolezza professionale restano gli elementi dai quali dipende la qualità delle scelte e, con essa, la qualità del progetto. Vai al resoconto dell’incontro del 9 ottobre sul futuro delle professioni tecniche Consulta la notizia di presentazione dei due appuntamenti di Fondazione Inarcassa a SAIE Bologna 2026              
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Architalking giugno 2026 - Luisa Bocchietto

Si laurea in Architettura e in Design, successivamente fonda il proprio studio a Biella. Nel campo del design ha lavorato per numerose aziende del settore del mobile realizzando progetti di direzione artistica e di prodotto. È stata Presidente Nazionale dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale - ed è componente del Consiglio Italiano del Design.