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    Libera professione, competitività e futuro: a Roma gli studi di Fondazione Inarcassa

    Roma, 25 giugno 2026 – Nella Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale si è svolto l’evento promosso da Fondazione Inarcassa dedicato al futuro della libera professione. Al centro dell’incontro la presentazione di due studi: uno sulle Società tra Professionisti (STP), con analisi del quadro normativo, confronti europei e scenari di sviluppo; l’altro sulla fiscalità del lavoro autonomo, con focus su criticità e possibili riforme. All’appuntamento hanno partecipato rappresentanti istituzionali, professionisti ed esperti del settore, tra cui la senatrice Erika Stefani e l’onorevole Saverio Congedo. Ad aprire i lavori il Presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, che ha evidenziato il ruolo della Fondazione nell’elaborazione di proposte volte a rafforzare il peso dei liberi professionisti nel sistema economico nazionale e a incidere in modo concreto sugli ambiti normativo e fiscale. Le Società tra Professionisti emergono come uno strumento centrale per accompagnare l’evoluzione del mercato dei servizi tecnici, ma risultano ancora penalizzate da criticità regolatorie e fiscali che ne limitano la diffusione. Tra le esigenze più avvertite, interventi per superare le incertezze normative, eliminare le disparità fiscali e favorire forme di aggregazione più competitive. Nel suo intervento, l’onorevole Saverio Congedo ha posto l’accento sulla necessità di sostenere i modelli organizzativi più evoluti, come le STP, evidenziando l’urgenza di intervenire sui nodi fiscali che oggi penalizzano i professionisti che investono e innovano. Ha inoltre richiamato l’importanza di un dialogo strutturato e continuo con le categorie professionali, ritenuto essenziale per costruire riforme efficaci e aderenti alle esigenze reali del settore. La senatrice Erika Stefani ha invece sottolineato il valore strategico del contributo dei professionisti alla crescita economica del Paese, evidenziando come le proposte emerse rappresentino una base concreta per avviare un percorso di riforma orientato a semplificazione, equità e maggiore competitività del sistema. Ha richiamato la necessità di rendere il quadro normativo più chiaro e coerente, così da favorire lo sviluppo delle professioni in un contesto di mercato sempre più complesso. Il contributo tecnico è stato affidato al dottor Cacciapaglia, che ha illustrato in modo approfondito i contenuti dei due studi, soffermandosi in particolare sulle criticità del sistema fiscale applicato al lavoro autonomo. Tra i punti centrali, la necessità di un impianto più moderno e in grado di riconoscere pienamente gli investimenti in innovazione, formazione e sostenibilità, fattori determinanti per la competitività delle professioni. Nel corso dell’incontro è emerso come il mondo dei servizi tecnici sia attraversato da trasformazioni profonde, tra crescente competizione – anche internazionale – e aumento della complessità delle competenze richieste. In questo scenario, l’aggregazione tra professionisti è stata indicata come leva strategica per migliorare qualità, efficienza e capacità di investimento. Le principali proposte emerse dagli studi si articolano su più livelli. Per le STP si evidenziano il superamento delle incertezze normative, il riconoscimento dell’autonomia patrimoniale, una maggiore equiparazione tra attività individuale e associata e la rimozione delle disparità fiscali. Sul fronte della fiscalità del lavoro autonomo, vengono indicate misure come la deducibilità fino al 100% degli investimenti tecnologici, incentivi alla formazione continua, maggiore deducibilità delle spese di mobilità, sostegno agli investimenti nelle società professionali e una complessiva semplificazione del sistema. La moderazione dell’incontro è stata affidata al giornalista Andrea Picardi. In chiusura, il Presidente De Maio ha richiamato l’esigenza di dare continuità al confronto tra istituzioni e mondo professionale, sottolineando come il percorso avviato rappresenti solo un primo passo verso interventi concreti. L’appuntamento ha confermato il ruolo di Fondazione Inarcassa come punto di riferimento nel processo di analisi e proposta per il mondo delle professioni, con una visione orientata a innovazione, aggregazione e riforma del sistema fiscale.

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    Il design come leva strategica per l'evoluzione delle professioni tecniche: al MAXXI il confronto promosso da Fondazione Inarcassa

    Il design si conferma una leva strategica per accompagnare l'evoluzione delle professioni tecniche e sostenere i processi di innovazione. Da questa consapevolezza è nato "Design per una professione che cambia", l'evento promosso dalla Fondazione Inarcassa al MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma nell'ambito della Giornata Mondiale del Design Industriale, promossa dalla World Design Organization (WDO). L'iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo professionale, del design e dell'impresa in un confronto dedicato ai temi della resilienza, della sostenibilità e dell'innovazione, con l'obiettivo di approfondire il contributo che architetti e ingegneri sono chiamati a offrire nelle grandi trasformazioni economiche, ambientali e sociali. Ad aprire i lavori sono stati Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, Salvatore La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) e Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. La moderazione è stata affidata a Luisa Bocchietto, architetto, designer e Senatore della World Design Organization, che ha inserito il confronto nel quadro della Giornata Mondiale del Design Industriale, dedicata quest'anno al tema della resilienza. Il design, ha osservato, non si esaurisce più nella realizzazione di prodotti, ma comprende processi, servizi e modelli organizzativi capaci di rispondere alle trasformazioni della società. «Ci servono meno prodotti e più soluzioni», ha affermato, invitando a porre al centro il pianeta, l'uso responsabile delle risorse e una progettazione che sappia assumere una responsabilità non solo tecnica, ma anche etica. L'apertura istituzionale ha delineato un quadro condiviso sulle sfide che attendono architetti e ingegneri. Massimo Garbari ha posto l'attenzione sul profondo cambiamento che interessa le professioni tecniche, chiamate oggi a operare in un contesto caratterizzato da innovazione tecnologica, transizione ecologica e crescente complessità. «Il futuro delle professioni tecniche non è lontano, è un futuro che in realtà è già qui», ha affermato il Presidente di Inarcassa, evidenziando come il progettista assuma oggi un ruolo ben più ampio rispetto al passato. «Oggi non siamo più solo progettisti, siamo interpreti del cambiamento», ha dichiarato, richiamando la responsabilità di architetti e ingegneri nel guidare i processi di innovazione, garantire qualità e sicurezza delle opere e accompagnare la transizione ecologica del Paese. Garbari ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la competitività della categoria attraverso modelli professionali più strutturati. I dati, ha ricordato, mostrano come le società tra professionisti registrino redditi medi più che doppi rispetto a chi esercita individualmente, un elemento che conferma il valore dell'aggregazione quale leva di crescita per la professione. «Rafforzare le professioni tecniche significa rafforzare l'Italia», ha concluso. A questa visione si è collegato Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha ribadito la missione della Fondazione quale luogo di confronto, crescita culturale e apertura verso le trasformazioni della libera professione. «Promuovere la libera professione significa diffondere la cultura tecnica e supportare i colleghi nell'intercettare le grandi transizioni del mercato», ha dichiarato, indicando nel design «una delle frontiere più prossime e strategiche» per architetti e ingegneri. De Maio ha inoltre ricordato che circa l'80% della sostenibilità di un'opera o di un prodotto si determina nella fase progettuale, una consapevolezza che attribuisce al progettista un ruolo decisivo nella qualità ambientale, economica e sociale degli interventi. Il valore del design quale fattore di innovazione ha trovato conferma anche nell'intervento di Salvatore La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che ha indicato nel progetto uno strumento capace di offrire risposte alle sfide della rigenerazione urbana, della resilienza dei territori e dell'adattamento ai cambiamenti climatici. Il design, ha osservato, non rappresenta soltanto un esercizio creativo, ma una leva di cambiamento che favorisce il dialogo tra competenze e produce valore per la collettività. A completare il quadro istituzionale è stato Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, che ha richiamato il valore economico e culturale del design italiano. Il comparto genera quattro miliardi di euro di valore aggiunto e occupa 76 mila addetti, numeri che confermano la leadership del nostro Paese in Europa. Mollicone ha ricordato le iniziative dedicate alla valorizzazione del Made in Italy e al rafforzamento dei percorsi formativi, ribadendo che «il design è uno dei motori dell'innovazione economica, sociale e culturale dell'Italia» e che la tutela del patrimonio produttivo nazionale rappresenta un investimento sul futuro del Paese. Su queste premesse si è aperto il primo panel, dedicato al rapporto tra design, innovazione e trasformazione sociale. Le esperienze presentate hanno mostrato come il progetto possa migliorare la qualità della vita, anticipare i cambiamenti e generare valore economico e sociale. Ad aprire il confronto è stato Danilo Ragona, Experience Designer, imprenditore e fondatore di Able to Enjoy, che ha raccontato come un'esperienza personale si sia trasformata in un percorso di ricerca dedicato alla mobilità inclusiva. Dopo un grave incidente, Ragona ha ridefinito il concetto di ausilio, superando la logica del dispositivo medicale per sviluppare oggetti di design capaci di coniugare funzionalità, personalizzazione e autonomia. «Volevo cambiare il linguaggio del mondo della disabilità», ha spiegato. Una ricerca che continua ancora oggi attraverso il viaggio, considerato «un'opportunità per fare ricerca e sviluppo». L'intervento di Danilo Ragona ha introdotto una riflessione sul rapporto tra ricerca, innovazione e qualità del progetto, sviluppata da Giovanna Talocci, designer e fondatrice di Talocci Design. Forte di oltre quarant'anni di esperienza professionale, Talocci ha raccontato un approccio fondato sull'osservazione dei cambiamenti e sulla capacità di anticipare i bisogni del mercato. «Vado a vedere le fiere per vedere quello che non c'è, non per vedere quello che c'è», ha affermato, sintetizzando una visione della progettazione orientata alla sperimentazione e all'innovazione. Dall'impiego di materiali innovativi fino all'evoluzione degli spazi dedicati al benessere, il suo percorso professionale dimostra come un progetto di qualità sia destinato a durare nel tempo. «Se tu fai un prodotto bello, intelligente, funzionale è senza tempo e resiste», ha osservato, ricordando che il design può migliorare concretamente la qualità della vita. «Usare il design per aiutare gli altri credo che sia importante», ha concluso. A chiudere il primo panel è stato Sergio Buttiglieri, già Style Director di Sanlorenzo, che ha offerto una riflessione sul rapporto tra cultura del progetto, manifattura e competitività internazionale. Ripercorrendo l'evoluzione del settore della nautica di alta gamma, Buttiglieri ha evidenziato come il dialogo tra imprese, progettisti e grandi firme del design abbia contribuito a ridefinire il linguaggio degli yacht contemporanei e a rafforzare il posizionamento del Made in Italy sui mercati internazionali. Il design, ha spiegato, rappresenta un investimento strategico che produce valore lungo l'intera filiera produttiva. «Non bastano i soldi per fare delle aziende di qualità», ha affermato, richiamando l'importanza di una cultura progettuale condivisa quale elemento distintivo dell'eccellenza manifatturiera italiana. Il secondo panel ha approfondito il rapporto tra progetto, territorio e sostenibilità, mettendo in luce il contributo del design alla valorizzazione delle risorse locali, allo sviluppo dell'economia circolare e all'innovazione dei processi produttivi. Ad aprire il confronto è stato Roberto Marcatti, architetto, designer e fondatore di RMA Studio, che ha presentato alcune esperienze realizzate in Puglia dedicate alla valorizzazione dell'acqua, del paesaggio e delle produzioni agroalimentari. Il suo intervento ha mostrato come il design possa rafforzare l'identità dei territori e trasformare il patrimonio ambientale e culturale in un'opportunità di sviluppo sostenibile. Richiamando il tema della tutela delle risorse naturali, Marcatti ha ricordato che «se manca l'acqua non c'è agricoltura e se non c'è agricoltura la gente non mangia», sottolineando il legame tra qualità della progettazione, tutela dell'ambiente e benessere delle comunità. La riflessione è proseguita con Tiziana Monterisi, architetto, imprenditrice, fondatrice e CEO di Ricehouse, che ha illustrato l'esperienza della propria azienda, fondata sul recupero degli scarti della filiera del riso per la realizzazione di materiali destinati all'edilizia e al design. Il progetto dimostra come ricerca, innovazione ed economia circolare possano dare vita a nuovi modelli produttivi. «Il design non si può fare senza il processo», ha affermato, evidenziando come ogni scelta progettuale debba considerare l'intero ciclo di vita del prodotto. Ha quindi ricordato che i biomateriali sviluppati da Ricehouse consentono di immagazzinare anidride carbonica nel tempo: «la sedia è un piccolo serbatoio di CO₂ che resta sequestrata all'interno dell'oggetto per l'intera sua vita». A concludere il panel è stato Davide Vercelli, ingegnere e designer, che ha dedicato il proprio intervento all'analisi del ciclo di vita dei prodotti (Life Cycle Assessment - LCA), indicandola come uno degli strumenti fondamentali per orientare le scelte progettuali. Il design contemporaneo, ha spiegato, non riguarda soltanto gli oggetti, ma richiede una revisione dei processi produttivi e dei modelli di consumo. «Il significato odierno del design è quello di un redesign dei processi e dei sistemi e della promozione di paradigmi diversi», ha affermato, sottolineando come la sostenibilità debba costituire un criterio progettuale fin dalle prime fasi di sviluppo di un prodotto. Nelle conclusioni, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, ha ribadito l'impegno della Fondazione nel promuovere occasioni di confronto tra professioni, istituzioni, imprese e mondo del design, con l'obiettivo di accompagnare l'evoluzione della libera professione e diffondere una cultura della progettazione orientata all'innovazione. Il Presidente ha espresso l'auspicio che il confronto sviluppato nel corso della giornata possa offrire alle nuove generazioni di architetti e ingegneri strumenti e visioni per affrontare le trasformazioni del mercato, richiamando la necessità di costruire «progetti comuni, temi comuni e visioni comuni». L'iniziativa ha confermato il valore del dialogo tra istituzioni, professioni e mondo del design quale strumento per accompagnare l'evoluzione dell'architettura e dell'ingegneria. In questa prospettiva, Fondazione Inarcassa rinnova il proprio impegno nel promuovere iniziative di approfondimento dedicate all'innovazione, alla sostenibilità e alla cultura del progetto, nella convinzione che la qualità della progettazione rappresenti una leva strategica per la competitività del Paese e per il futuro delle professioni tecniche. Scarica la locandina e consulta il programma dell'evento Leggi l'articolo di presentazione dell'evento Scarica le slide di Danilo Ragona Scarica le slide di Giovanna Talocci Scarica le slide di Roberto Marcatti Scarica le slide di Tiziana Monterisi Scarica le slide di Davide Vercelli

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    Società tra Professionisti (STP): modelli organizzativi, disciplina e prospettive evolutive

    14:30 – Saluti istituzionali Ing. Massimo Garbari – Presidente Inarcassa Ing. Andrea De Maio – Presidente Fondazione Inarcassa Interventi tematici14:35 – Il contesto socio-economico: tra individualità e modelli aggregativi Avv. Gianfranco Carcione 14:55 – Disciplina delle STP: Inquadramento normativo Avv. Paola Carello 15:15 – Profili fiscali delle STP: opportunità e criticità operative Dott. Antonio Cacciapaglia 15:40 – Responsabilità e gestione dei rischi nelle STP Dott.ssa Federica Beccuti 16:05 – Gli aspetti previdenziali delle STP Dott.ssa Caterina Lucarelli 16:30 – Termine dei lavori

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    Società tra Professionisti: il webinar della Fondazione Inarcassa sulle nuove forme di aggregazione professionale

    La capacità di organizzare competenze, integrare professionalità diverse e rispondere a una domanda di servizi sempre più complessa rappresenta oggi una delle principali sfide per il sistema delle professioni tecniche. In questo scenario, le Società tra Professionisti costituiscono uno degli strumenti attraverso i quali il legislatore ha inteso favorire modelli organizzativi più strutturati, capaci di coniugare autonomia professionale, multidisciplinarietà, efficienza organizzativa e competitività. Per approfondire questi temi, la Fondazione Inarcassa promuove il webinar “Società tra professionisti: modelli organizzativi, disciplina e prospettive evolutive”, in programma venerdì 26 giugno 2026, dalle ore 14:30 alle ore 16:30. L’iniziativa, inserita nel programma di aggiornamento professionale della Fondazione, intende offrire un’occasione di approfondimento e confronto su uno degli istituti che maggiormente caratterizzano il percorso di evoluzione delle professioni ordinistiche, attraverso l’analisi dei profili economici, normativi, fiscali, previdenziali e organizzativi che ne definiscono l’operatività. Ad aprire i lavori saranno l’Ing. Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, e l’Ing. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che introdurranno una riflessione sul ruolo delle forme aggregative nel processo di trasformazione delle professioni tecniche e sul contributo che le Società tra Professionisti possono apportare alla crescita delle strutture professionali, alla valorizzazione delle competenze e al rafforzamento della capacità competitiva del sistema ordinistico. La comprensione del fenomeno richiede anzitutto uno sguardo sul contesto economico e sociale entro il quale maturano oggi le scelte organizzative dei professionisti. A questo tema sarà dedicato il contributo dell’Avv. Gianfranco Carcione, Segretario Generale della Fondazione Inarcassa, che analizzerà le dinamiche che stanno progressivamente orientando il mercato verso modelli fondati sulla collaborazione tra professionisti, sull’integrazione delle competenze e sulla capacità di offrire servizi sempre più articolati e specialistici. La riflessione sul contesto conduce inevitabilmente al tema della disciplina delle Società tra Professionisti, il cui assetto normativo costituisce il presupposto attraverso il quale le forme aggregative trovano concreta attuazione nell’ambito delle professioni regolamentate. Su questo aspetto si concentrerà l’intervento dell’Avv. Paola Carello, Consigliera del Consiglio Nazionale Forense e Componente della Scuola Superiore dell’Avvocatura, che approfondirà il quadro legislativo di riferimento e gli elementi che definiscono struttura, funzionamento e peculiarità dell’istituto. L’analisi dei profili giuridici troverà un naturale completamento nell’esame degli aspetti fiscali, che rappresentano uno degli elementi più rilevanti nella valutazione e nella gestione del modello societario. Il Dott. Antonio Cacciapaglia, Socio dello Studio Cacciapaglia Liguori, approfondirà le implicazioni tributarie connesse all’esercizio dell’attività professionale in forma societaria, soffermandosi sulle opportunità offerte dalle STP e sulle principali questioni applicative che incidono sulle scelte organizzative e gestionali dei professionisti. L’evoluzione dei modelli organizzativi pone, al tempo stesso, nuove attenzioni sul piano della responsabilità professionale e della gestione dei rischi. Si tratta di aspetti che assumono una rilevanza crescente all’interno delle strutture professionali organizzate e che incidono direttamente sulla tutela dell’attività professionale e sulla qualità delle prestazioni rese. Su questi temi interverrà la Dott.ssa Federica Beccuti, Senior Relationship Manager – Broking Professional Services di Aon S.p.A., che approfondirà i principali profili di responsabilità e gli strumenti utili a rafforzare l’affidabilità e la solidità dell’organizzazione professionale. Il percorso di approfondimento si concluderà con l’analisi degli aspetti previdenziali, tema di particolare interesse per i professionisti che operano o intendono operare attraverso una Società tra Professionisti. La Dott.ssa Caterina Lucarelli, Responsabile dell’Ufficio Società di Inarcassa, esaminerà il quadro regolamentare di riferimento e le implicazioni derivanti dall’adozione del modello societario, offrendo un approfondimento sui principali profili che interessano gli iscritti a Inarcassa. Attraverso il contributo di autorevoli rappresentanti del mondo professionale, giuridico, fiscale e previdenziale, il webinar offrirà un approfondimento multidisciplinare su un tema destinato ad assumere un ruolo sempre più rilevante nel futuro delle professioni tecniche. L’incontro consentirà di acquisire una maggiore consapevolezza delle opportunità e delle implicazioni connesse alle Società tra Professionisti, fornendo strumenti utili per orientare le scelte organizzative e strategiche dei professionisti in un contesto in continua evoluzione. Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar è possibile accedere al link seguente: https://fondazioneinarcassa.it/it/seminari/societa-tra-professionisti-stp-modelli-organizzativi-disciplina-prospettive-evolutive

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    Fondazione Inarcassa e Parco Archeologico di Pompei: siglato il protocollo per la tutela del patrimonio culturale e la prevenzione sismica

    La tutela del patrimonio culturale e la diffusione della cultura della prevenzione sismica si rafforzano attraverso una nuova collaborazione tra Fondazione Inarcassa e Parco Archeologico di Pompei. L'accordo, sottoscritto dal Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio e dal Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, avvia un percorso di cooperazione finalizzato allo sviluppo di attività formative e scientifiche dedicate alla conservazione, alla sicurezza e alla valorizzazione dei beni culturali. L'intesa rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di un dialogo sempre più stretto tra istituzioni culturali e professioni tecniche, con l'obiettivo di promuovere competenze specialistiche e favorire la diffusione delle migliori pratiche nel campo della prevenzione e della mitigazione del rischio sismico. «Siamo estremamente orgogliosi di siglare questa alleanza con il Parco Archeologico di Pompei, un'istituzione di prestigio globale», ha dichiarato Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa. «Mettere le competenze multidisciplinari di ingegneri e architetti liberi professionisti al servizio della salvaguardia di patrimoni culturali dal valore inestimabile rappresenta un dovere e un'opportunità straordinaria». Attraverso il coinvolgimento di architetti, ingegneri, esperti del mondo accademico e professionale, il protocollo punta a sviluppare iniziative che avranno come riferimento uno dei siti archeologici più importanti e studiati al mondo, trasformando Pompei in un luogo privilegiato di confronto, ricerca e formazione. L'accordo conferma l'impegno di Fondazione Inarcassa nel promuovere la qualificazione professionale e la cultura della prevenzione, temi che da anni rappresentano una delle direttrici strategiche dell'attività istituzionale della Fondazione. Nel comunicato stampa completo le dichiarazioni di Andrea De Maio, Gabriel Zuchtriegel e Vincenzo Calvanese, oltre ai dettagli sulle attività formative e scientifiche previste dal protocollo. Vai al comunicato stampa

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  • Il design come leva strategica per l'evoluzione delle professioni tecniche: al MAXXI il confronto promosso da Fondazione Inarcassa
    Il design si conferma una leva strategica per accompagnare l'evoluzione delle professioni tecniche e sostenere i processi di innovazione. Da questa consapevolezza è nato "Design per una professione che cambia", l'evento promosso dalla Fondazione Inarcassa al MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma nell'ambito della Giornata Mondiale del Design Industriale, promossa dalla World Design Organization (WDO). L'iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo professionale, del design e dell'impresa in un confronto dedicato ai temi della resilienza, della sostenibilità e dell'innovazione, con l'obiettivo di approfondire il contributo che architetti e ingegneri sono chiamati a offrire nelle grandi trasformazioni economiche, ambientali e sociali. Ad aprire i lavori sono stati Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, Salvatore La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) e Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. La moderazione è stata affidata a Luisa Bocchietto, architetto, designer e Senatore della World Design Organization, che ha inserito il confronto nel quadro della Giornata Mondiale del Design Industriale, dedicata quest'anno al tema della resilienza. Il design, ha osservato, non si esaurisce più nella realizzazione di prodotti, ma comprende processi, servizi e modelli organizzativi capaci di rispondere alle trasformazioni della società. «Ci servono meno prodotti e più soluzioni», ha affermato, invitando a porre al centro il pianeta, l'uso responsabile delle risorse e una progettazione che sappia assumere una responsabilità non solo tecnica, ma anche etica. L'apertura istituzionale ha delineato un quadro condiviso sulle sfide che attendono architetti e ingegneri. Massimo Garbari ha posto l'attenzione sul profondo cambiamento che interessa le professioni tecniche, chiamate oggi a operare in un contesto caratterizzato da innovazione tecnologica, transizione ecologica e crescente complessità. «Il futuro delle professioni tecniche non è lontano, è un futuro che in realtà è già qui», ha affermato il Presidente di Inarcassa, evidenziando come il progettista assuma oggi un ruolo ben più ampio rispetto al passato. «Oggi non siamo più solo progettisti, siamo interpreti del cambiamento», ha dichiarato, richiamando la responsabilità di architetti e ingegneri nel guidare i processi di innovazione, garantire qualità e sicurezza delle opere e accompagnare la transizione ecologica del Paese. Garbari ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la competitività della categoria attraverso modelli professionali più strutturati. I dati, ha ricordato, mostrano come le società tra professionisti registrino redditi medi più che doppi rispetto a chi esercita individualmente, un elemento che conferma il valore dell'aggregazione quale leva di crescita per la professione. «Rafforzare le professioni tecniche significa rafforzare l'Italia», ha concluso. A questa visione si è collegato Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che ha ribadito la missione della Fondazione quale luogo di confronto, crescita culturale e apertura verso le trasformazioni della libera professione. «Promuovere la libera professione significa diffondere la cultura tecnica e supportare i colleghi nell'intercettare le grandi transizioni del mercato», ha dichiarato, indicando nel design «una delle frontiere più prossime e strategiche» per architetti e ingegneri. De Maio ha inoltre ricordato che circa l'80% della sostenibilità di un'opera o di un prodotto si determina nella fase progettuale, una consapevolezza che attribuisce al progettista un ruolo decisivo nella qualità ambientale, economica e sociale degli interventi. Il valore del design quale fattore di innovazione ha trovato conferma anche nell'intervento di Salvatore La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che ha indicato nel progetto uno strumento capace di offrire risposte alle sfide della rigenerazione urbana, della resilienza dei territori e dell'adattamento ai cambiamenti climatici. Il design, ha osservato, non rappresenta soltanto un esercizio creativo, ma una leva di cambiamento che favorisce il dialogo tra competenze e produce valore per la collettività. A completare il quadro istituzionale è stato Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, che ha richiamato il valore economico e culturale del design italiano. Il comparto genera quattro miliardi di euro di valore aggiunto e occupa 76 mila addetti, numeri che confermano la leadership del nostro Paese in Europa. Mollicone ha ricordato le iniziative dedicate alla valorizzazione del Made in Italy e al rafforzamento dei percorsi formativi, ribadendo che «il design è uno dei motori dell'innovazione economica, sociale e culturale dell'Italia» e che la tutela del patrimonio produttivo nazionale rappresenta un investimento sul futuro del Paese. Su queste premesse si è aperto il primo panel, dedicato al rapporto tra design, innovazione e trasformazione sociale. Le esperienze presentate hanno mostrato come il progetto possa migliorare la qualità della vita, anticipare i cambiamenti e generare valore economico e sociale. Ad aprire il confronto è stato Danilo Ragona, Experience Designer, imprenditore e fondatore di Able to Enjoy, che ha raccontato come un'esperienza personale si sia trasformata in un percorso di ricerca dedicato alla mobilità inclusiva. Dopo un grave incidente, Ragona ha ridefinito il concetto di ausilio, superando la logica del dispositivo medicale per sviluppare oggetti di design capaci di coniugare funzionalità, personalizzazione e autonomia. «Volevo cambiare il linguaggio del mondo della disabilità», ha spiegato. Una ricerca che continua ancora oggi attraverso il viaggio, considerato «un'opportunità per fare ricerca e sviluppo». L'intervento di Danilo Ragona ha introdotto una riflessione sul rapporto tra ricerca, innovazione e qualità del progetto, sviluppata da Giovanna Talocci, designer e fondatrice di Talocci Design. Forte di oltre quarant'anni di esperienza professionale, Talocci ha raccontato un approccio fondato sull'osservazione dei cambiamenti e sulla capacità di anticipare i bisogni del mercato. «Vado a vedere le fiere per vedere quello che non c'è, non per vedere quello che c'è», ha affermato, sintetizzando una visione della progettazione orientata alla sperimentazione e all'innovazione. Dall'impiego di materiali innovativi fino all'evoluzione degli spazi dedicati al benessere, il suo percorso professionale dimostra come un progetto di qualità sia destinato a durare nel tempo. «Se tu fai un prodotto bello, intelligente, funzionale è senza tempo e resiste», ha osservato, ricordando che il design può migliorare concretamente la qualità della vita. «Usare il design per aiutare gli altri credo che sia importante», ha concluso. A chiudere il primo panel è stato Sergio Buttiglieri, già Style Director di Sanlorenzo, che ha offerto una riflessione sul rapporto tra cultura del progetto, manifattura e competitività internazionale. Ripercorrendo l'evoluzione del settore della nautica di alta gamma, Buttiglieri ha evidenziato come il dialogo tra imprese, progettisti e grandi firme del design abbia contribuito a ridefinire il linguaggio degli yacht contemporanei e a rafforzare il posizionamento del Made in Italy sui mercati internazionali. Il design, ha spiegato, rappresenta un investimento strategico che produce valore lungo l'intera filiera produttiva. «Non bastano i soldi per fare delle aziende di qualità», ha affermato, richiamando l'importanza di una cultura progettuale condivisa quale elemento distintivo dell'eccellenza manifatturiera italiana. Il secondo panel ha approfondito il rapporto tra progetto, territorio e sostenibilità, mettendo in luce il contributo del design alla valorizzazione delle risorse locali, allo sviluppo dell'economia circolare e all'innovazione dei processi produttivi. Ad aprire il confronto è stato Roberto Marcatti, architetto, designer e fondatore di RMA Studio, che ha presentato alcune esperienze realizzate in Puglia dedicate alla valorizzazione dell'acqua, del paesaggio e delle produzioni agroalimentari. Il suo intervento ha mostrato come il design possa rafforzare l'identità dei territori e trasformare il patrimonio ambientale e culturale in un'opportunità di sviluppo sostenibile. Richiamando il tema della tutela delle risorse naturali, Marcatti ha ricordato che «se manca l'acqua non c'è agricoltura e se non c'è agricoltura la gente non mangia», sottolineando il legame tra qualità della progettazione, tutela dell'ambiente e benessere delle comunità. La riflessione è proseguita con Tiziana Monterisi, architetto, imprenditrice, fondatrice e CEO di Ricehouse, che ha illustrato l'esperienza della propria azienda, fondata sul recupero degli scarti della filiera del riso per la realizzazione di materiali destinati all'edilizia e al design. Il progetto dimostra come ricerca, innovazione ed economia circolare possano dare vita a nuovi modelli produttivi. «Il design non si può fare senza il processo», ha affermato, evidenziando come ogni scelta progettuale debba considerare l'intero ciclo di vita del prodotto. Ha quindi ricordato che i biomateriali sviluppati da Ricehouse consentono di immagazzinare anidride carbonica nel tempo: «la sedia è un piccolo serbatoio di CO₂ che resta sequestrata all'interno dell'oggetto per l'intera sua vita». A concludere il panel è stato Davide Vercelli, ingegnere e designer, che ha dedicato il proprio intervento all'analisi del ciclo di vita dei prodotti (Life Cycle Assessment - LCA), indicandola come uno degli strumenti fondamentali per orientare le scelte progettuali. Il design contemporaneo, ha spiegato, non riguarda soltanto gli oggetti, ma richiede una revisione dei processi produttivi e dei modelli di consumo. «Il significato odierno del design è quello di un redesign dei processi e dei sistemi e della promozione di paradigmi diversi», ha affermato, sottolineando come la sostenibilità debba costituire un criterio progettuale fin dalle prime fasi di sviluppo di un prodotto. Nelle conclusioni, Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, ha ribadito l'impegno della Fondazione nel promuovere occasioni di confronto tra professioni, istituzioni, imprese e mondo del design, con l'obiettivo di accompagnare l'evoluzione della libera professione e diffondere una cultura della progettazione orientata all'innovazione. Il Presidente ha espresso l'auspicio che il confronto sviluppato nel corso della giornata possa offrire alle nuove generazioni di architetti e ingegneri strumenti e visioni per affrontare le trasformazioni del mercato, richiamando la necessità di costruire «progetti comuni, temi comuni e visioni comuni». L'iniziativa ha confermato il valore del dialogo tra istituzioni, professioni e mondo del design quale strumento per accompagnare l'evoluzione dell'architettura e dell'ingegneria. In questa prospettiva, Fondazione Inarcassa rinnova il proprio impegno nel promuovere iniziative di approfondimento dedicate all'innovazione, alla sostenibilità e alla cultura del progetto, nella convinzione che la qualità della progettazione rappresenti una leva strategica per la competitività del Paese e per il futuro delle professioni tecniche. Scarica la locandina e consulta il programma dell'evento Leggi l'articolo di presentazione dell'evento Scarica le slide di Danilo Ragona Scarica le slide di Giovanna Talocci Scarica le slide di Roberto Marcatti Scarica le slide di Tiziana Monterisi Scarica le slide di Davide Vercelli                  
  • Società tra Professionisti: il webinar della Fondazione Inarcassa sulle nuove forme di aggregazione professionale
    La capacità di organizzare competenze, integrare professionalità diverse e rispondere a una domanda di servizi sempre più complessa rappresenta oggi una delle principali sfide per il sistema delle professioni tecniche. In questo scenario, le Società tra Professionisti costituiscono uno degli strumenti attraverso i quali il legislatore ha inteso favorire modelli organizzativi più strutturati, capaci di coniugare autonomia professionale, multidisciplinarietà, efficienza organizzativa e competitività. Per approfondire questi temi, la Fondazione Inarcassa promuove il webinar “Società tra professionisti: modelli organizzativi, disciplina e prospettive evolutive”, in programma venerdì 26 giugno 2026, dalle ore 14:30 alle ore 16:30. L’iniziativa, inserita nel programma di aggiornamento professionale della Fondazione, intende offrire un’occasione di approfondimento e confronto su uno degli istituti che maggiormente caratterizzano il percorso di evoluzione delle professioni ordinistiche, attraverso l’analisi dei profili economici, normativi, fiscali, previdenziali e organizzativi che ne definiscono l’operatività. Ad aprire i lavori saranno l’Ing. Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa, e l’Ing. Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa, che introdurranno una riflessione sul ruolo delle forme aggregative nel processo di trasformazione delle professioni tecniche e sul contributo che le Società tra Professionisti possono apportare alla crescita delle strutture professionali, alla valorizzazione delle competenze e al rafforzamento della capacità competitiva del sistema ordinistico. La comprensione del fenomeno richiede anzitutto uno sguardo sul contesto economico e sociale entro il quale maturano oggi le scelte organizzative dei professionisti. A questo tema sarà dedicato il contributo dell’Avv. Gianfranco Carcione, Segretario Generale della Fondazione Inarcassa, che analizzerà le dinamiche che stanno progressivamente orientando il mercato verso modelli fondati sulla collaborazione tra professionisti, sull’integrazione delle competenze e sulla capacità di offrire servizi sempre più articolati e specialistici. La riflessione sul contesto conduce inevitabilmente al tema della disciplina delle Società tra Professionisti, il cui assetto normativo costituisce il presupposto attraverso il quale le forme aggregative trovano concreta attuazione nell’ambito delle professioni regolamentate. Su questo aspetto si concentrerà l’intervento dell’Avv. Paola Carello, Consigliera del Consiglio Nazionale Forense e Componente della Scuola Superiore dell’Avvocatura, che approfondirà il quadro legislativo di riferimento e gli elementi che definiscono struttura, funzionamento e peculiarità dell’istituto. L’analisi dei profili giuridici troverà un naturale completamento nell’esame degli aspetti fiscali, che rappresentano uno degli elementi più rilevanti nella valutazione e nella gestione del modello societario. Il Dott. Antonio Cacciapaglia, Socio dello Studio Cacciapaglia Liguori, approfondirà le implicazioni tributarie connesse all’esercizio dell’attività professionale in forma societaria, soffermandosi sulle opportunità offerte dalle STP e sulle principali questioni applicative che incidono sulle scelte organizzative e gestionali dei professionisti. L’evoluzione dei modelli organizzativi pone, al tempo stesso, nuove attenzioni sul piano della responsabilità professionale e della gestione dei rischi. Si tratta di aspetti che assumono una rilevanza crescente all’interno delle strutture professionali organizzate e che incidono direttamente sulla tutela dell’attività professionale e sulla qualità delle prestazioni rese. Su questi temi interverrà la Dott.ssa Federica Beccuti, Senior Relationship Manager – Broking Professional Services di Aon S.p.A., che approfondirà i principali profili di responsabilità e gli strumenti utili a rafforzare l’affidabilità e la solidità dell’organizzazione professionale. Il percorso di approfondimento si concluderà con l’analisi degli aspetti previdenziali, tema di particolare interesse per i professionisti che operano o intendono operare attraverso una Società tra Professionisti. La Dott.ssa Caterina Lucarelli, Responsabile dell’Ufficio Società di Inarcassa, esaminerà il quadro regolamentare di riferimento e le implicazioni derivanti dall’adozione del modello societario, offrendo un approfondimento sui principali profili che interessano gli iscritti a Inarcassa. Attraverso il contributo di autorevoli rappresentanti del mondo professionale, giuridico, fiscale e previdenziale, il webinar offrirà un approfondimento multidisciplinare su un tema destinato ad assumere un ruolo sempre più rilevante nel futuro delle professioni tecniche. L’incontro consentirà di acquisire una maggiore consapevolezza delle opportunità e delle implicazioni connesse alle Società tra Professionisti, fornendo strumenti utili per orientare le scelte organizzative e strategiche dei professionisti in un contesto in continua evoluzione. Per consultare il programma completo e iscriversi al webinar è possibile accedere al link seguente: https://fondazioneinarcassa.it/it/seminari/societa-tra-professionisti-stp-modelli-organizzativi-disciplina-prospettive-evolutive 
  • Fondazione Inarcassa e Parco Archeologico di Pompei: siglato un protocollo per la tutela del patrimonio culturale e la prevenzione sismica
    La tutela del patrimonio culturale e la diffusione della cultura della prevenzione sismica si rafforzano attraverso una nuova collaborazione tra Fondazione Inarcassa e Parco Archeologico di Pompei. L'accordo, sottoscritto dal Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea De Maio e dal Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, avvia un percorso di cooperazione finalizzato allo sviluppo di attività formative e scientifiche dedicate alla conservazione, alla sicurezza e alla valorizzazione dei beni culturali. L'intesa rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di un dialogo sempre più stretto tra istituzioni culturali e professioni tecniche, con l'obiettivo di promuovere competenze specialistiche e favorire la diffusione delle migliori pratiche nel campo della prevenzione e della mitigazione del rischio sismico. «Siamo estremamente orgogliosi di siglare questa alleanza con il Parco Archeologico di Pompei, un'istituzione di prestigio globale», ha dichiarato Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa. «Mettere le competenze multidisciplinari di ingegneri e architetti liberi professionisti al servizio della salvaguardia di patrimoni culturali dal valore inestimabile rappresenta un dovere e un'opportunità straordinaria». Attraverso il coinvolgimento di architetti, ingegneri, esperti del mondo accademico e professionale, il protocollo punta a sviluppare iniziative che avranno come riferimento uno dei siti archeologici più importanti e studiati al mondo, trasformando Pompei in un luogo privilegiato di confronto, ricerca e formazione. L'accordo conferma l'impegno di Fondazione Inarcassa nel promuovere la qualificazione professionale e la cultura della prevenzione, temi che da anni rappresentano una delle direttrici strategiche dell'attività istituzionale della Fondazione. Nel comunicato stampa completo le dichiarazioni di Andrea De Maio, Gabriel Zuchtriegel e Vincenzo Calvanese, oltre ai dettagli sulle attività formative e scientifiche previste dal protocollo. Vai al comunicato stampa  
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Architalking maggio 2026 - AMDL CIRCLE

CAMDL CIRCLE è lo studio fondato da Michele De Lucchi, rinomato a livello internazionale per il suo approccio umanistico all’architettura, all’interior design, design e alla grafica. Con oltre 40 anni di lavoro pionieristico, lo studio ha realizzato progetti iconici come il Novartis Pavillon a Basilea, in Svizzera, e il Bridge of Peace a Tbilisi, in Georgia. Il Circle, simbolo scelto nel 2019 per esprimere l’identità dello studio, è un cerchio aperto che, da un lato, abbraccia l’eredità storica del design, e dall’altro apre un ideale punto d’incontro tra idee, persone e discipline.
Protagonisti dell'Architalking di questo mese Angelo Micheli, Managing Director e Federica Cevasco, Senior Architect  di AMDL CIRCLE.